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Tavola rotonda
Sab 21_11_2009 » ore 20,45
Teatro Cinema Miotto Spilimbergo (Pn)
Non raccontarmi favole: dai libri di fiabe ai titoli dei telegiornali
Piero Badaloni, giornalista
Gian Paolo Polesini, Messaggero Veneto
A cura dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Spilimbergo
Quando io ero bambina la televisione si guardava poco e i nonni raccontavano le storie. Le mie preferite erano quelle che mi raccontava la mia nonna di Bologna: i protagonisti erano immancabilmente Sandrone e Fagiolino ai quali ne capitavano di tutti i colori ogni settimana. Una volta salvavano una fanciulla, una volta cadevano nel pozzo, una volta trovavano un tesoro. Queste storie mi dovevano durare una settimana: da domenica a domenica. E in quel frattempo io le arricchivo e le abbellivo. Ci ricamavo sopra.
Crescevo, e la televisione il pomeriggio era sempre poca. Scoprii però il piacere della lettura e i primi romanzi avevano, tra gli altri, lo stesso potere delle storie di Sandrone e Fagiolino: alimentavano la mia fantasia, chiuso il libro continuavo a rivivere le avventure nella mia mente, o ne mettevo in scena delle analoghe rappresentandole nel teatro della mia cameretta. A voce alta interpretavo ogni personaggio: attorno al letto inseguivo, come ogni buon moschettiere, i nemici della regina. Mia nonna, che un giorno mi sorprese durante questi pezzi di bravura, mi confessò che da bambina faceva altrettanto, anche se la sua immaginazione si fermava a Sandrone e Fagiolino. Non aveva libri d’avventura da leggere: e un po’ invidiava la ricchezza delle mie fonti che mi consentiva di volare da Parigi all’India misteriosa passando per un’isola piena di tesori.
Il teatrino di marionette che mia nonna vedeva in piazza, le storie che mi raccontava, i romanzi d’avventura erano quindi senz’altro mezzi che non si esaurivano durante la loro rappresentazione; e che inducevano alla fantasia. Mi chiedo se la televisione abbia la stessa facoltà o se invece, data la sua forza, non rischi di limitarsi ad esercitare un potere ipnotico sulle menti dei bambini. E non solo dei bambini.
La fruizione semplice e passiva, la bellezza delle immagini, il coinvolgimento emotivo e la pressoché infinita – per la finitezza delle nostre giornate – possibilità di scelta tra storie, generi, personaggi non lascia forse molto spazio alla fantasia. Né alla fantasia, né al teatro, né alle storie di nonna, né ai romanzi d’avventura. Mandrake si è materializzato in uno schermo e, continuando ad indossare il suo elegante frack nero, ci guarda negli occhi e ci sequestra la mente.
E’ inutile prendersela con la televisione. Poi, chissà, il suo imperio sta già finendo a favore di nuovi mezzi che avranno altri poteri e facoltà. I bambini di domani disporranno magari di molteplici schermi interattivi con i quali trascorrere i loro pomeriggi; e invece di avere la mente sequestrata da Mandrake si addentreranno in una foresta di mangrovie mano nella mano con Lothar.
Maria Chiara Levorato
Professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo Università di Padova
In genere gli anniversari servono per ricordare, ma anche per stimolare l’opinione pubblica a denunciare chi si è preso impegni e non li ha rispettati. E’ il caso di questo anniversario che stiamo per celebrare a Spilimbergo, i vent’anni della convenzione internazionale firmata da 160 paesi di tutto il mondo per tutelare i diritti dei bambini nel novembre del 1989, a New York.
Quanti hanno portato avanti con coerenza gli impegni assunti quel fatidico giorno? E chi non lo ha fatto, quali giustificazioni ha addotto per il mancato rispetto di quegli impegni solennemente sottoscritti? Ma soprattutto ci sono delle sanzioni previste per coloro che hanno ignorato quella convenzione? E quali? C’è qualcuno che ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione di quello storico accordo? Chi?
Ecco alcune domande che è bene porsi in questa occasione, per fare un salutare esame di coscienza. Ma ce ne sono tante altre che le persone di buona volontà, quelle che non hanno appaltato il loro cervello e la loro anima al Grande Fratello di turno, potrebbero porsi per approfondire l’argomento e che spero si porranno con me quando ci incontreremo tra qualche giorno.
A cominciare da una attenta analisi su quanto vengono tutelati questi diritti dei bambini nel mondo cosiddetto civilizzato: perché se apparentemente paesi evoluti come l’italia non sembrano avere la coscienza sporca in questo campo, a differenza di altri dove anche i diritti più elementari vengono clamorosamente calpestati senza che nessuno lanci un grido d’allarme, in realtà, a ben guardare, ci sono ancora parecchie cose che non vanno anche nella nostra tanto rinomata società del benessere.
Troppi muri ancora da abbattere perché si possa parlare di un’attenzione uguale per tutti, ad esempio. Le diffidenze verso i diversi di colore o di religione, tra i primi e gli ultimi della classe, fra i figli dei ricchi e quelli dei poveri sono ancora ben presenti, sarebbe ipocrita nasconderlo. Dobbiamo imparare a superarle, e il compito spetta in questo caso a chi svolge o dovrebbe svolgere sia pure a diverso titolo, un ruolo educativo, dalla politica alla scuola, dal mondo dell’informazione a quello della cultura.
Ecco un motivo di riflessione più che valido per dare un senso a questa giornata commemorativa, per non sciuparla.
Non è vero che l’opinione pubblica non conta nulla: sfatiamo questa leggenda metropolitana secondo la quale è inutile agitarsi, tanto non cambia niente, non cambierà mai niente. Cacciamo via questa brutta aria di rassegnazione che aleggia sopra le nostre teste e che fa tanto comodo a chi ha le leve del potere in mano.
A chi ci racconta favole o ci rimbecillisce con valanghe di spot o di reality show per farci credere che tutto è bello, che non ci sono problemi o che quando ci sono è sempre colpa degli altri, impariamo a dire di no.
Sappiamo benissimo che una cosa sono i libri di fiabe e un’altra i titoli dei telegiornali. E forse è ora di cominciare a dire con forza che siamo stufi di chi vuole sostituire le fiabe alle notizie.
Piero Badaloni Giornalista R.A.I. e scrittore
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Iniziativa realizzata con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale istruzione, cultura, sport e pace - Servizio attività culturali), Fondazione Crup
Con il patrocinio di Unicef, Provincia di Pordenone, Comune di Spilimbergo
Con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di San Giorgio e Meduno, Studio Professionale Associato di Spilimbergo
Media partner Tradinvest
Gli eventi sono organizzati da: Amministrazione comunale di Spilimbergo, Associazione culturale Folkgiornale, Associazione culturale Il Caseificio, Associazione culturale Il Circolo, Associazione musicale “G. Tomat”, Biblioteca Civica di Spilimbergo, Circolo Acli “Un Tempo per…”, Coro “B. Partenio”, Coro “Vox Nova”, Coro “S. Maria”, Craf Centro di Ricerca e Archiviazione della fotografia, Credima Soc. di Mutuo Soccorso della BCC di San Giorgio e Meduno, Foro Ludico Spilimberghese, Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi, Istituto comprensivo di Spilimbergo, Istituto d’istruzione superiore di Spilimbergo, Istituto musicale “G.A. Fano”, Unicef Comitato provinciale di Pordenone.
Con la collaborazione di: Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Associazione Fratelli dell’Uomo onlus - Milano, Ciai Centro italiano aiuti all’infanzia - Padova, Fondazione Lucchetta - Trieste, Associazione Il Noce - Casarsa della Delizia, Parrocchia di S. Maria Maggiore - Spilimbergo, Pro Spilimbergo, Ascom Spilimbergo, Associazione Giovani di ieri - Spilimbergo, Associazione Disquisito - Spilimbergo, Agesci Spilimbergo, Associazione Barbeano Estate, Scuola mosaicisti del Friuli - Spilimbergo, Polisportiva Aquila - Spilimbergo, Circolo culturale Menocchio - Montereale Valcellina.
Tommaso e Giacomo Urban di Spilimbergo hanno realizzato per l’Unicef lo spot dell’evento
Tutti gli eventi sono a ingresso libero tranne la proiezione del film e la cena finale i cui incassi saranno devoluti rispettivamente al WFP World Food Program e all’Unicef
Contatti
Ufficio cultura del Comune di Spilimbergo - tel. 0427 40195 - www.comune.spilimbergo.pn.it
Biblioteca Civica tel. 0427 591170
Il Caseificio tel. 0427 50880 - 331 5654399 - www.ilcaseificio.net
Folkest tel. 0427 51246 www.folkest.com
Pro Spilimbergo - tel. 0427 2274 - www.prospilimbergo.org
Search words: convenzione onu diritti bambini infanzia caseificio spilimbergo new york unicef
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