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Incontro e mostra fotografica
Ven 30_10_2009 » ore 20,45
Sala Il Caseificio Spilimbergo (Pn)
Bambini dentro la guerra
Barbara Schiavulli, giornalista inviata in paesi in guerra
Gianni Scarpa, Fondazione Lucchetta
modera Marinella Chirico, giornalista Rai
A cura dell’associazione FolkGiornale
Congo: vittime di una guerra senza fine
Alfredo Falvo, fotografo
Inaugurazione mostra fotografica
A cura di Unicef Comitato provinciale di Pordenone e ass. culturale Il Caseificio
Orari: lun-ven 8,30-12,30 e 14,30-18,30 – sabato e festivi 15-19 - durante gli incontri al caseificio


Barbara Schiavulli, vincitrice dell’edizione 2007 del Premio Luchetta come miglior giornalista per un reportage da Baghdad. “Giornalista di guerra” in Medio Oriente in Israele e la Palestina, dove ha vissuto per quattro anni dal 1997 al 2001 fino ad oggi. Reportage in tutti gli stati vicini. Soggiorni anche in Africa, Oriente e Caraibi realizzando servizi e collegamenti televisivi dalle zone di crisi. Attualmente collabora con la redazione esteri dell’Espresso, con il quotidiano Il Messaggero, La Stampa e D di Repubblica, l’Eco di Bergamo. La Fondazione Lucchetta “Per i bambini vittime della guerra” sostiene ospedali pediatrici e orfanotrofi in varie zone del mondo. Nei primi quindici anni di attività della Fondazione hanno accolto e aiutato a guarire più di 500 bambini con le loro famiglie.
La Fondazione Lucchetta “Per i bambini vittime della guerra” sostiene ospedali pediatrici e orfanotrofi in varie zone del mondo. Nei primi quindici anni di attività della Fondazione hanno accolto e aiutato a guarire più di 500 bambini con le loro famiglie.
Repubblica Democratica del Congo: donne e bambini, vittime di una guerra senza fine.
Per molti anni, sebbene non abbastanza, abbiamo sentito parlare della guerra nella Repubblica Democratica Congo. Una guerra apparentemente legata a problemi etnici, ma che in realtà sono economici. Il Congo è uno dei paesi più ricchi del mondo; il suo sottosuolo cela enormi quantità di minerali: oro e diamanti, cassiterite e coltan, solo per citarne alcuni. Sono concentrati prevalentemente nella zona est del paese, non a caso la più instabile e satura di milizie armate. I minerali sono la vera causa di questa guerra, e le vere vittime sono le donne e i bambini. “Questo è il peggior posto per essere bambini”, ripetono i congolesi: ed è vero. I gruppi di ribelli che si nascondono nelle foreste usano i bambini come arma principale. Li rapiscono all’uscita di scuola o direttamente nelle loro case non lasciandogli altra scelta che quella di diventare soldati. Soldati di sei, sette o otto anni. Soldati incredibili. Non hanno paura, la guerra è un gioco. Vengono mandati in prima linea perché sono coraggiosi, non capiscono la morte. Molti di loro uccidono, molti muoiono. I pochi che tornano ad una vita normale, grazie ai programmi di riabilitazione recentemente istituiti sotto la pressione delle Nazioni Unite, raramente riescono a reintegrarsi con i civili. Sono dissociati, l’esperienza della guerra li ha lasciati freddi, incapaci di provare emozioni. Ma anche le donne sono vittime di questa guerra: vittime dei militari che saccheggiano i loro villaggi e degli stessi soldati governativi che, poveri in canna, si trasformano in predatori. Ma sono soprattutto vittime di brutali stupri perpetrati quotidianamente dai gruppi armati delle diverse fazioni. Spesso, dopo aver subito la violenza, vengono prese dai soldati e portate nella foresta dove vengono ripetutamente violentate, per anni, da decine di persone. Le più fortunate vengono lasciate moribonde nelle loro case, rifiutate dai loro mariti e dalla società. Solo nel Sud Kivu, da gennaio a settembre 2008, l’agenzia Unfpa delle Nazioni Unite ha censito 11.600 donne che hanno richiesto cure a seguito di una violenza: il 95% di loro erano vittime di soldati. Si stima che dal 1998 siano state violentate solo nel Nord Kivu più di 30.000 donne, ma quelle che tacciono per vergogna sono molte di più. E nella maggior parte dei casi hanno contratto l’Aids.
Alfredo Falvo nasce a Chianciano Terme nel 1972. Nel 1998 si trasferisce a New York per studiare fotografia presso l’International Center of Photography dove, nel 2000, si diploma in Fine Art Photography. Nello stesso periodo effettua uno stage presso l’agenzia Magnum, N.Y., dove sviluppa ulteriormente il suo interesse per il reportage. Nel 2000, tornato in Italia, inizia a lavorare sia in campo pubblicitario che giornalistico. Nel 2003, grazie ad una borsa di studio, partecipa ad un corso di foto-giornalismo presso l’Istituto Europeo di Design di Roma. Le sue fotografie sono state esposte in Europa e negli Stati Uniti ed hanno fatto parte di festival quali Fotonoviembre (biennale di fotografia, Tenerife) e Visa Pour l’Image (proiezioni serali), Perpignan, Francia. Nel 2006 Stockmans (Belgio) pubblica il suo primo libro, Lost Angels, reportage fotografico su Skid Row, il quartiere dei senzatetto di Los Angeles. Ha recentemente ricevuto, nel 2009, il primo premio di Cliciak per la migliore serie di fotografie in bianco e nero e il primo premio International Photography Award con il suo libro Lost Angels. Collabora con l’Agenzia Fotogiornalistica Contrasto dal 2006. Alcune delle testate italiane ed estere sulle quali ha pubblicato: L’Espresso, Io Donna, Repubblica, Internazionale, D di Repubblica, Vanity Fair, El Pays Semanal (Spagna), L’Express (Francia), Vanity Fair (Germania), Weliswaar e De Groene Amsterdammer (Olanda).
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Iniziativa realizzata con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia (Direzione centrale istruzione, cultura, sport e pace - Servizio attività culturali), Fondazione Crup
Con il patrocinio di Unicef, Provincia di Pordenone, Comune di Spilimbergo
Con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di San Giorgio e Meduno, Studio Professionale Associato di Spilimbergo
Media partner Tradinvest
Gli eventi sono organizzati da: Amministrazione comunale di Spilimbergo, Associazione culturale Folkgiornale, Associazione culturale Il Caseificio, Associazione culturale Il Circolo, Associazione musicale “G. Tomat”, Biblioteca Civica di Spilimbergo, Circolo Acli “Un Tempo per…”, Coro “B. Partenio”, Coro “Vox Nova”, Coro “S. Maria”, Craf Centro di Ricerca e Archiviazione della fotografia, Credima Soc. di Mutuo Soccorso della BCC di San Giorgio e Meduno, Foro Ludico Spilimberghese, Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi, Istituto comprensivo di Spilimbergo, Istituto d’istruzione superiore di Spilimbergo, Istituto musicale “G.A. Fano”, Unicef Comitato provinciale di Pordenone.
Con la collaborazione di: Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Associazione Fratelli dell’Uomo onlus - Milano, Ciai Centro italiano aiuti all’infanzia - Padova, Fondazione Lucchetta - Trieste, Associazione Il Noce - Casarsa della Delizia, Parrocchia di S. Maria Maggiore - Spilimbergo, Pro Spilimbergo, Ascom Spilimbergo, Associazione Giovani di ieri - Spilimbergo, Associazione Disquisito - Spilimbergo, Agesci Spilimbergo, Associazione Barbeano Estate, Scuola mosaicisti del Friuli - Spilimbergo, Polisportiva Aquila - Spilimbergo, Circolo culturale Menocchio - Montereale Valcellina.
Tommaso e Giacomo Urban di Spilimbergo hanno realizzato per l’Unicef lo spot dell’evento
Tutti gli eventi sono a ingresso libero tranne la proiezione del film e la cena finale i cui incassi saranno devoluti rispettivamente al WFP World Food Program e all’Unicef
Contatti
Ufficio cultura del Comune di Spilimbergo - tel. 0427 40195 - www.comune.spilimbergo.pn.it
Biblioteca Civica tel. 0427 591170
Il Caseificio tel. 0427 50880 - 331 5654399 - www.ilcaseificio.net
Folkest tel. 0427 51246 www.folkest.com
Pro Spilimbergo - tel. 0427 2274 - www.prospilimbergo.org
Search words: convenzione onu diritti bambini infanzia caseificio spilimbergo new york unicef
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